Attualità

Come accedere al dottorato di ricerca, il titolo di studio più alto

Il dottorato di ricerca rappresenta il massimo livello di formazione universitaria in Italia. Questo titolo è essenziale per chi aspira a carriere accademiche o ruoli di alto profilo nella ricerca applicata, sia nel settore pubblico sia nel settore privato. Scopriamo come si accede al percorso di dottorato e quali sono le sue caratteristiche.

Come si accede al dottorato di ricerca

Per accedere a un dottorato di ricerca è indispensabile possedere una laurea magistrale, una specialistica oppure un titolo del vecchio ordinamento, o ancora un equivalente straniero validato dal sistema universitario italiano. Forse non tutti sanno che il conseguimento dei master di I livello non consente di accedere al dottorato di ricerca, mentre non sarebbe specificatamente necessario seguire o aver completato uno dei vari corsi per master di II livello, in quanto a occorrere effettivamente è una laurea magistrale che sia stata rilasciata da un ateneo italiano o comunque un titolo equivalente. La laurea magistrale di accesso si può ottenere anche in via telematica, scegliendo uno degli atenei riconosciuti dal MUR come Unicusano. Si accede al dottorato mediante bandi universitari, che possono prevedere ulteriori criteri selettivi, come un voto minimo di laurea, esperienze di ricerca pregresse, pubblicazioni scientifiche o certificazioni linguistiche per programmi internazionali. Non esistono limiti di età né restrizioni di cittadinanza.

Procedura di ammissione

L'ammissione si basa su concorsi pubblici banditi annualmente da università e consorzi, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti istituzionali. Le scadenze tipicamente ricadono tra primavera ed estate. La domanda, presentata online, include curriculum vitae, abstract di ricerca, lettere di presentazione, referenze accademiche e autocertificazioni. Segue una fase di valutazione del curriculum, prove scritte per testare conoscenze specifiche e colloqui orali per esaminare il progetto di tesi proposto. Le graduatorie definitive assegnano borse di studio, con importi annui netti tra 16.243 euro e 20.000 euro, spesso maggiorati per missioni all'estero o integrazioni PNRR nei dottorati di interesse nazionale (DIN), che coinvolgono imprese e pubblica amministrazione.

Come si svolge il dottorato di ricerca: tempi e attività

Il dottorato ha durata standard di tre anni, rinnovabile fino a un massimo di quattro per motivate ragioni. Il programma prevede un'intensa attività di ricerca sotto la guida di un tutor, seminari metodologici, corsi professionalizzanti, partecipazione a convegni e almeno tre mesi di soggiorno presso istituzioni estere. Nei dottorati industriali, che costituiscono circa il 15% dell'offerta, i dottorandi collaborano con aziende per applicare la ricerca a problemi reali, favorendo il trasferimento tecnologico. Al termine del percorso di ricerca, si discute una tesi dottorale davanti a una commissione di esperti, con valutazione su originalità, impatto scientifico e qualità metodologica.

Sbocchi professionali e valore aggiunto

I dottori di ricerca godono di un'elevata occupabilità: secondo i dati Istat relativi al 2025, l'84,2% è inserito professionalmente entro un anno dal titolo, con retribuzioni medie superiori del 30% rispetto ai laureati magistrali, mentre a 4-6 anni dal titolo lavora il 96,1% dei dottori di ricerca. Le opportunità spaziano da posizioni di ricercatore a tempo determinato (RTD-A/B) negli atenei, a ruoli dirigenziali in enti pubblici come CNR o ISS, fino a carriere nel privato in settori come farmaceutica, energia e IT. Circa il 34,4% opta per l'accademia, mentre il 49,3% sceglie l'industria, con un 10,4% che lavora all'estero. Il dottorato rafforza anche soft skills come leadership e problem-solving, rendendolo un investimento strategico per profili altamente qualificati.