L'ultimo orgasmo di Eloise

Categoria: Eros
Autore: Filippo Maria Negroni
Editore: CASA EDITRICE FRECCIA D'ORO
Genere: erotico
Pagine: 138
Anno: 2018

 

Brava a scuola e rispettata da tutto il suo nucleo familiare, la vita di Eloisa sembra essere perfetta sotto tutti i punti di vista ma l’inevitabile routine costringe la protagonista a chiudersi in se stessa, riuscendo a trovare conforto da questo persistente sentimento d’apatia solo grazie alla masturbazione. A 17 anni “la svolta”. Una nuova ragazza viene inserita nella sua classe. Il suo nome è Camilla e tra le due comincia subito ad instaurarsi un’amicizia morbosa, specialmente quando le provocazioni diventano esplicite. Camilla dimostra fin da subito di essere pericolosamente incline al comando e cerca di imporre la propria gerarchia con arroganza e presunzione. Il conflitto tra le due parti condiziona la felicità di Eloisa. Incuriosita ed al tempo stesso spaventata da un nuovo dramma adolescenziale. Sedotta e abbandonata più volte da colei che ritiene essere l’amore della sua vita. La delusione che ne scaturisce ha per Eloisa un duplice effetto: da una parte rafforza l’autostima della protagonista, dall’altra la priva di tutte le sue certezze.

Filippo Maria Negroni, tecnico informatico, social media manager e scrittore, dopo aver conseguito una Laurea in Scienze della Comunicazione decide di pubblicare il suo primo romanzo e di aprire un Blog (Sangue Blu – www.filippomarianegroni.it). Scrittore nottambulo con una drammatica propensione all’autoreclusione, durante il giorno sogna una schiera di lettori così grande e numerosa da poter riempire persino un piccolo bar.

«La Biologia è la scienza che si occupa dello studio degli organismi viventi». Continuammo a ripetere senza tregua. Ogni minima distrazione fu sufficiente a mandare in fumo interi ragionamenti e discussioni. Ero profondamente distratta dal candore della sua pelle e dalla delicatezza delle sue forme. Con gli occhi timidamente orientati verso il suo corpo maestoso e il cuore impegnato in un acceso diverbio interiore, presi finalmente coscienza della mia precaria situazione emotiva. Mi domandavo se non provassi qualcosa di più di un semplice affetto nei confronti della mia nuova migliore amica. «Camille … i tuoi occhi … s-sono …». Esitai. «Verdi? Si. Nelle belle giornate di sole tendono a schiarirsi. Non immagini il fastidio… sono ipersensibile alla luce. È un dono di mia madre. Lei li aveva così. Un giorno dovrò ringraziarla per questo». Concluse cercando di giustificare un simile dono. Fu proprio il suo sguardo inquisitore a mettere in discussione ogni mia certezza. Rapita da quelle stupende venature color oro che attraversavano il suo iride. Un’esibizione di cromie e riflessi che ci si aspetta di trovare solo negli spettacoli pirotecnici e non in un essere umano. Tutto d’un tratto i reciproci silenzi e i lenti respiri smisero di colpo provocando un diffuso stupore in entrambe. Portando la penna verso la bocca e leccandone l’estremità con la punta bagnata della lingua, Camille prese coraggio e con una semplice domanda rivelò il vero motivo della sua presenza. «Ti mostro il mio se mi mostri il tuo! Dai, posso vederlo?» Domandò timidamente appoggiando il suo seno abbondante sulle pagine del quaderno imbrattate dai nostri ragionamenti. Non nego che subito non mi fu chiaro l’oggetto della sua richiesta. Le sue labbra carnose ricoperte da un delicato strato di rossetto rallentarono la mia capacità di elaborazione facendomi dubitare persino del mio nome. «Scusa, puoi ripetere?» Domandai con l’obiettivo di comprendere l’oggetto delle sue attenzioni. «Ho chiesto se posso vederlo. Ieri a scuola abbiamo parlato alle nostre allieve, di vibratori e di tutto il piacere che sono in grado di regalare ad una donna insoddisfatta. Ora se non ti dispiace vorrei vedere com’è fatto il tuo». «…Ahh!» Scoppiai in un urlo soffocato. Immediatamente quel leggero imbarazzo si trasformò in una bollente vampata di calore tale da obbligarmi a sbottonare la mia camicetta, mostrando inavvertitamente la fantasia del mio completino intimo. «Ehm, i-io …» «Scusa Elo? Ti stai eccitando per caso? Ti ho solo chiesto dove tieni il tuo sex-toy. Non ho intenzione di usarlo insieme a te…a meno che tu non me lo chieda come favore personale». Infierì ulteriormente. Ancora una volta il suo forte carattere provocatorio riuscì a mettermi in difficoltà e costringendomi a scaricare sul mio corpo tutta la tensione e l’imbarazzo di quei momenti. Furono sufficienti pochi secondi affinché i miei capezzoli si irrigidissero di colpo, premendo con forza contro l’imbottitura del mio reggiseno diventando sempre più turgidi ad ogni impercettibile movimento del diaframma. Un rapido susseguirsi di piacevoli sensazioni fece aumentare il battito del mio debole cuore pompando nel sangue generosi quantitativi di adrenalina ed altri ormoni. «Alzati e vieni con me». Risposi con un tono di voce più simile ad una domanda che ad un’imposizione. Senza dire una parola afferrai Camille per la manica del suo maglioncino di cotone viola e la accompagnai in camera mia. «Ecco questa è camera mia. L’hai vista anche prima. Mi duole informarti che purtroppo non ne posseggo uno». Affermai con voce strozzata e la fronte sempre più umida di sudore. «Ecco spiegato tutto questo alone di mistero. Quindi, se sono giunta alla giusta conclusione. Mi stai dicendo che utilizzi ancora le dita per masturbarti!? Come si faceva alle medie!? Non prendermi mai più per mano Elo! Ahah!» Scoppiò in una sonora risata, mettendomi sempre più in imbarazzo. Camille rimase in silenzio ancora per qualche istante, asciugandosi le lacrime che avevano leggermente sbavato il suo trucco leggero. Frugando poi all’interno del suo zainetto tirò fuori un piccolo vibratore color celeste con piccoli dettagli di color oro, il tutto elegantemente avvolto in un fazzoletto di seta bianco.